Gravissimo incidente stradale nella frazione Tavernelle di Anghiari. Muore un commerciante 50enne molto conosciuto del luogo.

Uno schianto terribile, di quelli che non lasciano scampo, con la moto piegata a terra dopo l’impatto con l’autotreno. 

Anghiari ora piange una persona molto conosciuta, Stefano Pasqui, 51enne titolare dell’Euromarket, il frequentatissimo supermercato che si trova al Campo alla Fiera, nella parte alta del paese.

Il dolore di una famiglia straziata. Stefano Pasqui ha perso la vita ieri, giorno di riposo, lungo la Libbia poco dopo Tavernelle, per chi sale in direzione della Scheggia. Erano le 16.45 quando Pasqui, in sella alla sua Honda Hornet 900, ha completato la discesa per poi rientrare ad Anghiari: il tempo di attraversare Tavernelle e sarebbe risalito in centro. Nell’opposta corsia procedeva un autoarticolato Volvo 500, intento a girare a sinistra, sulla strada che conduce al castello di Galbino e a Libbiano.

La dinamica è al vaglio dei carabinieri di Anghiari, che hanno effettuato i rilievi assieme ai colleghi di Pieve Santo Stefano, ma certa è una cosa: mentre il mezzo pesante aveva impegnato anche l’altra corsia per la manovra di svolta si è verificato il tremendo impatto con la moto, risultato fatale a Stefano Pasqui, morto sul colpo. Vi sono segni di frenata della Honda fino a una decina di metri dalle ruote del camion: da quel momento in poi la vittima avrebbe perso il controllo della moto, andata a sbattere dopo aver strisciato e a nulla sarebbe valso il tentativo di liberarsi da parte di Pasqui; evidenti anche le tracce lasciate dalla moto sullo pneumatico di destra del Volvo.

La notizia ha fatto il giro del paese e subito parenti e amici sono corsi sul luogo dell’incidente; quello di Stefano era un volto familiare, non soltanto per il lavoro che svolgeva: aveva anche un passato da dee-jay e non disdegnava, quando si presentava l’occasione, di rispolverare la sua passione per la musica. Lascia nel dolore la moglie Asselle e due figlie ancora in tenerissima età. La salma è adesso nella camera mortuaria dell’ospedale di Sansepolcro, a disposizione dell’autorità giudiziaria che disporrà la ricognizione cadaverica. Il traffico sulla Libbia è rimasto bloccato per un paio d'ore.

Ci scusiamo per la precedente pubblicazione, che è stata immediatamente rimossa.
L'articolo era stato ripreso da un quotidiano a tiratura nazionale ma, come spesso accade, l'informazione dei media non traduce fedelmente la realtà dei fatti così come suggerito dall'illustre sociologo Roger Silverstone nel suo libro: Perché studiare i media?.
Ed è così che una vera e propria bufala, maldestramente architettata dopo il verificarsi di un così tragico evento, viene inconsapevolmente ripresa e condivisa da tutti.
Il medico del 118 e i soccorritori intervenuti si sono indignati e hanno allontanato una giornalista che stava effettuando delle riprese quando il corpo esanime del malcapitato centauro non era stato ancora coperto, e non per i due presunti giovani che si sarebbero messi in posa per un selfie.
Sempre di immoralità si parla ma, in questo caso, di immoralità professionale.