La Croce Rossa Italiana Comitato di Sansepolcro ha partecipato alla XXV Giornata Mondiale dell'Alzheimer

S’invecchia, quando si smettere d’imparare; quando non si è più curiosi. Di Alzheimer non si guarisce, ma si può fermare e arrestare la malattia. Un Calice per la Memoria: è stata la città di Sansepolcro a ospitare quest’anno, per l’area aretina, la Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Istituzioni, azienda sanitaria, associazioni e tanti cittadini hanno preso parte al focus nell’auditorium di Santa Chiara. Prima uscita ufficiale anche per il dottor Evaristo Giglio, nuovo direttore del distretto Arezzo, Casentino e Valtiberina. “L’Alzheimer purtroppo è una malattia che si conosce in tutte le famiglie. È necessario favorire tutte quelle sinergie possibili che in qualche modo possono creare una rete, a livello territoriale, in cui oltre alla parte prettamente sanitaria ci siano comunque anche le associazioni e le istituzioni. La famiglia deve essere al centro: non deve mai sentirsi sola, ma trovare un riferimento costante in questa rete. Una malattia ancora poco aggredibile dai farmaci ma è sempre auspicabile fare una diagnosi precoce: prima la scopriamo e prima possiamo intervenire con una serie di esercizi per tenere la mente sempre allenata, rallentando o addirittura fermando la malattia”. Evento organizzato dall’agenzia Saturno Comunicazione e cooperativa Sean, con il prezioso contributo dell’Unione dei Comuni della Valtiberina. “Le istituzioni non solo devono contribuire – rimarca Alessandro Polcri, presidente dell’ente – e ricordiamo che partecipiamo, insieme anche alla Asl, a quella che è l’assistenza socio sanitaria: giusto intervenire e sensibilizzare la popolazione su una materia come l’Alzheimer”. Durante il pomeriggio sono stati snocciolati anche dei dati: nel 2017, in Valtiberina, abbiamo una prevalenza di malati affetti di demenza di 572 casi. La densità più alta di tutta l’azienda sanitaria Sud-Est, ovvero 18 casi su mille abitanti. “Un momento di comunità importante – ha detto il sindaco Mauro Cornioli – dove pensare e andare a riflettere: occorre essere compatti, fare in modo che l’Alzheimer sia considerato meno spauracchio di quello che è stato finora”. Un concetto chiaro, perché se dal punto di vista della ricerca scientifica siamo ancora molto indietro, ben più sviluppato è tutto l’ampio capitolo legato alla terapia non farmacologia. Un esempio presto sarà a Sansepolcro, grazie alla cooperativa Sean. “Siamo orgogliosi – commenta la presidente Cristina Ricci – ed entro la fine dell’anno pensiamo di completare la stanza multisensoriale, così da poterla far frequentare a chi ne ha veramente bisogno”. Apericena dentro il chiostro a cura dell’istituto alberghiero di Caprese Michelangelo e Ais Arezzo, ed esibizione di tutte le associazioni storiche, la Filarmonica e il Teatro Popolare. Il centro storico, grazie ai commercianti, si è colorato di giallo con le girandole in tutti gli esercizi: gran finale il tour di Sansepolcro in notturna in compagnia di Donatella Zanchi. Presente pure il Calcit. Conclusioni della giornata affidate alla dottoressa Silvana Repetti, presidente di Aima Arezzo. “Sono molto contenta e soddisfatta: c’è stata la partecipazione delle istituzioni, delle associazioni ma soprattutto di tanta cittadinanza. Mi auguro che sia davvero arrivato il messaggio che volevamo portare: l’Alzheimer è una malattia brutta, ma possiamo fare qualcosa anche per loro portando un messaggio di speranza”.

Fonte: www1.saturnonotizie.it/news/read/126067/giornata-mondiale-alzheimer-sansepolcro.html

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